I migliori templi da visitare a Bangkok: quelli più belli e quelli più curiosi

Una guida ai templi da non perdere durante il vostro viaggio Bangkok, dai più celebri come il Wat Arun e Wat Pho a quelli spesso sottovalutati come Wat Saket e Wat Traimit e chicche poco conosciute come il Wat Prayoon.
Ricordatevi però: visitare i templi in Thailandia richiede un dress code adeguato.

Chi cerca a Bangkok quella pace e quella spiritualità che solo un tempio buddhista può regalare non rimarrà certo deluso: la capitale della Thailandia, oltre a essere una moderna metropoli ricca di grattacieli all’avanguardia, racchiude nel suo territorio quasi 400 “wat” (tempio in thailandese, per l’appunto); visitarli tutti è impresa decisamente ardua, motivo per cui nelle righe a seguire andremo ad elencare solo quelli che, secondo noi, sono i migliori templi buddhisti della città.

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Dress code per visitare i templi di Bangkok

Ovvero come vestirsi per visitare un tempio in Thailandia. Prima di avventurarsi in queste piccole oasi mistiche ed affascinanti, però, è doverosa una piccola premessa sul dress code: i thailandesi sono molto rigidi in questo ed è essenziale, se si vuole avere accesso ai luoghi di culto, vestire con un abbigliamento rispettoso e consono al luogo in cui ci si trova. Oltre alle gonne (che devono coprire le gambe almeno fino alle ginocchia) e alle canottiere, quindi, occhio ai pantaloni strappati, ai leggings e a qualsiasi altro capo che possa risultare volgare o inadatto: le guardie non si faranno grossi problemi ad impedirvi di entrare. I templi più importanti hanno delle zone in cui è possibile prendere in prestito (a volte noleggiare a pagamento) scialli, teli e “pareo” per allungare le vostre gonne e i vostri pantoncini o coprire spalle e scollature.
Queste regole ovviamente valgono indipendentemente per uomini e donne.
Chiarito ciò, avventuriamoci alla scoperta dei templi più belli di Bangkok!

Wat Phra Kaew e il suo Buddha di Smeraldo

Il Palazzo Reale di Bangkok, situato a pochi passi dal fiume Chao Phraya (ci si può infatti arrivare con il traghetto Phraya River Express, con destinazione Ta Chang Pier) è stato costruito nel 1782 da Re Rama I per diventare la residenza delle famiglie regnanti ed ospitare i vari uffici del governo. Ai nostri giorni il palazzo non ospita più i reali ma viene comunque utilizzato come teatro per cerimonie ed eventi pubblici; ad ogni modo rimane una delle principali attrazioni di Bangkok, se non la prima per importanza in assoluto, non solo per la sua vastità e per l’incredibile architettura ma anche e soprattutto per il Wat Phra Kaew, ovvero il tempio situato nel suo giardino interno. Dentro a questo tempio trova posto il Buddha di Smeraldo, una statua di giada alta 45 centimetri risalente al XV secolo e rappresentante il Buddha nella sua caratteristica posa di meditazione. Le vesti dorate che lo ornano vengono cambiate tre volte all’anno dal Re in persona, in corrispondenza con il cambio di stagione: un momento molto sentito in Thailandia, in quanto si dice che porti buon auspicio.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 8.30 alle 15.30
Ingresso: 13 euro

Approfondimento: visitare il Wat Phra Kaew a Bangkok

Wat Pho, custode del grande Buddha Sdraiato

A poco più di 800 metri dal Palazzo Reale, su Maharat Road, sorge il Wat Pho: questo tempio è una tappa fondamentale per chiunque visiti Bangkok, in quanto ospita al suo interno la celebre statua del Buddha sdraiato. Le sue dimensioni (15 metri d’altezza per 46 metri di larghezza) la rendono una delle più grandi statue dell’intera Thailandia: si pensi che i soli piedi – finemente decorati con splendide illustrazioni su madreperla – raggiungono una lunghezza di 5 metri.

Oltre a questo incredibile monumento ricoperto d’oro, comunque, Wat Pho – che ha il curioso pregio di essere il luogo in cui nasce la tradizione dei massaggi thailandesi – riserva ai suoi avventori diverse altre bellezze che meriterebbero di essere ammirate ma che spesso vengono tralasciate in favore della sola visita alla statua: per questo vi consigliamo di farvi un giro nel tempio, da soli o accompagnati dalle guide (che parlano un ottimo inglese e si possono reclutare contrattando prezzi che vanno dai 5 ai 12 euro); uno dei luoghi più interessanti che compongono il complesso di Wat Pho sono le quattro cappelle che contengono 349 statue di Buddha disposte in linea, tutte diverse e provenienti da diverse zone della Thailandia. Il modo più facile per raggiungere Wat Pho è con il Chao Praya Express, scendendo al Tha Thien Pier e camminando per qualche metro attraversando il mercato: sulla sinistra vedrete la parete sul retro del già citato Gran Palace mentre a destra potrete scorgere Wat Pho. Se avete bisogno di un po’ di buona sorte, appena entrati non dimenticatevi di comprare le apposite monete da lanciare in una delle ciotole d’ottone presenti nella sala del Buddha sdraiato!
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 8 alle 17
Ingresso: 3 euro

Approfondimento: visitare il Wat Pho di Bangkok

Wat Arun: spettacolo di luci dorate, simbolo di Bangkok nel mondo

Dopo il Palazzo Reale (con il suo Wat Phra Kaew) e Wat Pho, sul podio dei templi da visitare assolutamente a Bangkok c’è senza alcun dubbio Wat Arun, letteralmente “Tempio dell’Alba”. Situato nel distretto di Bangkok Yai, sulla riva destra del Chao Phraya, il Wat Arun è stato costruito nel XVII secolo e consiste di una torre (“prang” in thailandese) di quasi 82 metri d’altezza che vigila sul fiume a rappresentare il centro dell’universo. Le altre quattro torri satellite che la circondano simboleggiano i quattro continenti ed omaggiano il dio Phra Phai. Il nome del tempio ha molteplici spiegazioni: leggenda vuole che la flotta reale del Re Taksin, monarca del Regno di Thonburi, giunse innanzi al tempio proprio all’alba, rimanendone stupito. Un’altra spiegazione deriva dalla credenza che chiunque compia un atto di merito nel tempio, rendendo omaggio alla statua del Buddha, avrà una vita splendente come il sole che sorge.
L’unica cosa certa è che Wat Arun è da sempre uno dei simboli di Bangkok nel mondo e che la sua vista alle luci dell’alba (o al tramonto) con la sua particolare illuminazione dorata è davvero mozzafiato. Anche all’interno comunque il tempio offre diverse bellezze, come la sua parte centrale con i corridoi ornati dalle statue del Buddha ed il giardino esterno con le sue piastrelle in marmo, oltre alle innumerevoli sculture di derivazione cinese che rappresentano draghi, leoni e diverse altre figure mitologiche. Raggiungere Wat Arun non è affatto complicato in quanto sorge in una zona centrale della città, proprio vicino ai due templi descritti in precedenza: ci si arriva con una corsa del traghetto Chao Phraya Express, scendendo a Tha Tien Pier e prendendo una delle numerose barche che portano sull’altra sponda del fiume al costo di meno di 1 euro.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 8 alle 17.30
Ingresso: 1,50 euro

Approfondimento: visitare il Wat Arun a Bangkok

Wat Saket: panorami mozzafiato dalla sommità della Montagna d’Oro

Costruito in cima ad una collina artificale di 80 metri conosciuta con il nome di “Montagna d’Oro”, le origini del Wat Saket risalgono all’era di Ayutthaya (1351-1767) quando ancora si chiamava Wat Sakae. Solo in seguito alla nomina di Bangkok come capitale della Thailandia, agli inizi del XIX secolo, Re Rama I ebbe l’idea di ristrutturale il tempio dandogli il nome che porta tutt’oggi: lo stile architettonico è quello tradizionale thailandese in stile Ayutthaya e la struttura si compone di un santuario circondato da uno spazioso cortile; a completare il tutto si aggiungono le pareti costruite negli anni 40 per contenere l’erosione della collina.
Arrivare in cima alo “stupa” alto 100 metri costa un po’ di fatica, considerato che bisogna salire lungo oltre 320 scalini, ma ne vale la pena considerato che dall’alto si può ammirare un panorama a  360° di Bangkok e dell’isola di Ratthanakosin. Poco prima di arrivare sarete accolti da una parete ricoperta da gong e campane, nonché da una serie di fotografie che illustrano la skyline della città in diverse epoche storiche. Arrivare al Wat Saket è un gioco da ragazzi con lo SkyTrain, basta salire sulla Sukhumvit Line e scendere alla stazione Ratchathewi; imboccando l’uscita numero 1 ci si dirige verso Khlong Saen Seab, dove si può prendere il traghetto da Phan Fha Pier che porta dritti al tempio.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 9 alle 17
Ingresso: 0,50 euro

Wat Traimit, la casa del gigantesco Buddha d’Oro

Il Wat Traimit è un tempio con una storia assai bizzarra che sorge in piena Chinatown. La sua principale caratteristica non risiede in una posizione fortunata o in qualche particolare caratteristica architettonica, bensì nel fatto di ospitare la più grande e pregiata statua in oro massiccio del Buddha al mondo: un vero e proprio gigante di tre metri d’altezza che fino al 1955 (per quasi 200 anni) è rimasto nascosto sotto ad uno spesso strato d’intonaco che i monaci gli avevano applicato esternamente per difenderlo dai difensori Birmani. Dal 2010 questo tempio è stato ampliato, rimodernato e aperto al pubblico: si tratta quindi di una tappa imperdibile considerata l’importanza che questa statua rappresenta per la fede buddhista. All’interno del Wat Traimit, oltre al celebre Buddha d’Oro, si può visitare un museo sulla comunità cinese a Bangkok ed una piccola mostra multimediale che racconta in maniera approfondita la storia della statua in questione. Il Wat Traimit si raggiunge facilmente con il traghetto Chaophraya River Express che porta fino al molo Ratchawong; anche con la metropolitana non avrete difficoltà ad arrivarci, salendo sulla linea blu e fermandosi alla stazione Hua Lamphong.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 9 alle 17
Ingresso: 1 euro

Wat Suthat, la perla nascosta di Bangkok

La costruzione del Wat Suthat – uno dei più templi più vasti e antichi di tutta Bangkok – è stata commissionata da Re Rama I nel 1807, allo scopo di ospitare una grande statua del Buddha. I lavori si conclusero solo sotto il regno di Re Rama III, nel 1847, che fece anche posizionare la statua in questione: il Phra Buddha Trilokachet. Si tratta di un Buddha in bronzo alto 8 metri, tutt’ora custodito all’interno del tempio e che attualmente custodisce alla sua base le ceneri di Re Rama VIII. Wat Suthat si rivela ai suoi visitatori come una delle grandi gemme nascoste della capitale thailandese: nonostante sia generalmente poco frequentato dai turisti, infatti, oltre alla sopracitata statua si può ammirare un’architettura unica, con uno splendido doppio tetto spiovente, elaborate opere d’arte murali ed enormi porte in legno teak decorato; la stanza che ospita il Buddha di bronzo è una delle più alte per quanto riguarda i templi di Bangkok con i suoi 72 metri, e attorno al suo perimetro sono disposte 156 altre piccole statue del Buddha.
Ma uno dei dettagli che rende immediatamente riconoscibile questo enorme tempio è situato al suo esterno: ci riferiamo alla cosiddetta “altalena gigante”, una costruzione alta oltre 21 metri composta da due pilastri rossi ed una traversa in teak dorato. Inconfondibile anche dalle lunghe distanze, quella che si può ammirare ai giorni nostri è una ricostruzione avvenuta nel 2004 e dedicata a Re Rama IX. In tempi antichi, in occasione della cerimonia del ringraziamento brahmanico, i giovani vi si arrampicavano fino in cima per raccogliere le monete in argento contenute in una borsa. Il Wat Suthat si può raggiungere su Thanon Bamrung Muang, a circa 1 chilometro a est dal Gran Palace.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 8.30 alle 21
Ingresso: 0,50 euro

Loha Prasat, l’anello di collegamento fra l’India e la Thailandia

Uno dei templi più distintivi dal punto di vista architettonico, il Loha Prasat è – come il precedente Wat Suthat – un’altra struttura ingiustamente sottovalutate dai turisti: tuttavia, il suo tetto in bronzo ornato da guglie dorate e le sue 37 spire metalliche (ognuna rappresentante le 37 virtù necessarie all’uomo per raggiungere l’illuminazione) lo rendono inconfondibile e unico nel suo genere. Costruito nel 1846 su richiesta di Re Rama III, il tempio si ispira ad altri due edifici similari costruiti oltre 25 secoli fa in India e in Sri Lanka e raggiunge un’altezza di 36 metri; la sua struttura è peculiare in quanto è stato eretto su una serie di quadrati multipli e concentrici, sorretti da dei piloni allineati geometricamente. Anche qui, come nella quasi totalità dei templi, al piano più alto trova alloggio una reliquia di Buddha.
Il Loha Prasat ha cambiato spesso aspetto nel corso degli anni grazie alle numerose ristrutturazioni avvenute, l’ultima delle quali si è conclusa nell’agosto del 2016 in concomitanza con il compleanno della Regina Sirikit; il cambiamento più evidente riguarda le guglie, inizialmente bianche, poi nere e al giorno d’oggi ricoperte da una lamina dorata: non tutti gli storici concordano con questa scelta, ma l’effetto dal punto di vista estetico è davvero appagante sia di giorno – grazie al riflesso dei raggi del sole – che di notte – grazie alla suggestiva illuminazione. Il Loha Prasat è situato su Mahachai Road: non ci sono fermate dello Skytrain o della metropolitana nei paraggi, pertanto la soluzione più comoda sarebbe quella di affidarsi a un taxi o di raggiungerlo con il traghetto. Si trova a pochi minuti di camminata dal già citato Wat Saket.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 8.30 alle 18
Ingresso: 0,50 euro

Wat Prayoon

Se avete già visitato un buon numero di templi a Bangkok e siete alla ricerca di qualcosa di diverso da quanto visto finora, allora Wat Prayoon è il tempio che fa per voi… non solo per la struttura in sé, ma anche per la cornice che lo ospita: situato sulla riva ovest del fiume Chao Phraya, non molto lontano da Wat Arun, la costruzione di questo particolare tempio è stata ordinata da Re Rama III nei primi anni del XIX secolo; la prima cosa che si nota sono le inusuali fattezze a forma di campana rovesciata della torre principale, ma anche la curiosa recinzione rossa che lo circonda, realizzata fondendo assieme un gran numero di armi fra le quali spade, scudi e lance. Un altro peculiare aspetto è la presenza, all’interno dell’area del tempio, della cosiddetta “Turtle Mountain” (montagna della tartaruga), una piccola collina modellata sulle fattezze di una grande candela di cera sciolta, sulle cui fiancate sono posizionate numerose “casette degli spiriti”: si tratta di piccole case in miniatura dedicate a persone decedute e realizzate con un’architettura mista a metà fra oriente ed occidente,. Il perimetro di questa collinetta è delimitato da un lago artificiale abitato da una colonia di tartarughe: fermarsi a contemplare il silenzio mentre si dà loro da mangiare è davvero riappacificante. Per chi volesse approfondire la visita del tempio, vicino alla Great Chedi (la campana rovesciata di cui si è parlato poc’anzi) ha sede un piccolo ma ben tenuto museo sulle rappresentazioni e sugli amuleti dedicati al Buddha e recuperati dal sottosuolo durante gli ultimi lavori di restauro del Wat Prayoon nel 2006. Questo piccolo angolo di pace si può raggiungere con il traghetto Chao Phraya River Express scendendo al Memorial Bridge Pier e attraversando il ponte che porta dall’altra parte del fiume: vedrete subito la ringhiera rossa che delimita il tempio.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle 8.00 alle 17.30

Per approfondire