Visitare i quartieri a luci rosse e i Go Go Bar di Bangkok: la guida

Tra le attrazioni più ricercate dai turisti che arrivano a Bangkok, i red light districts sono quasi sempre in prima fila: quali sono? Quali sono le cose da fare tra Soi Cowboy, Patpong e Nana Plaza? E soprattutto, quali accorgimenti prendere per frequentare i Go Go Bar della capitale thailandese?

Che siate semplici curiosi o veri e propri turisti del sesso, non c’è dubbio che uno degli aspetti più affascinanti e al contempo controversi della Thailandia sia proprio la mole ingente di quartieri e strutture dedicate ai piaceri più carnali e proibiti dell’uomo. Pur consapevoli che le meraviglie della cosiddetta “patria del sorriso” siano ben altre, sarebbe quantomeno ipocrita soprassedere su un argomento così spinoso, magari fingendo che non esista o che abbia poca rilevanza (tutt’altro in realtà, se si pensa che il turismo sessuale thailandese muove delle cifre che superano i cinque miliardi di euro all’anno, senza considerare quell’indefinibile margine che si va a perdere nell’inevitabile illegalità); andiamo quindi a scoprire assieme quali sono i distretti a luci rosse di Bangkok (o red light district), come si suddividono e a cosa ogni turista dovrebbe prestare particolare attenzione.

Se non siete interessati al mercato del sesso ma volete vivere la vita notturna della capitale thailandese leggete il nostro articolo sui migliori club e discoteche della città.

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Quali sono i quartieri a luci rosse e Go Go Bar di Bangkok?

Esistono diversi quartieri a luci rosse a Bangkok. I più importanti sono senz’altro Soi Cowboy, Nana Plaza e Patpong. Andiamo ad analizzare brevemente le zone di Bangkok ricche di Go Go Bar.

  • Soi Cowboy (così nominata grazie al particolare cappello da cow boy che era solito indossare il gestore del locale che inaugurò il trend all’inizio degli anni settanta) è probabilmente la via più famosa del lotto, nonostante la sua lunghezza non superi i 150 metri. La via è letteralmente imbottita di go-go bar (locali notturni dalle luci soffuse nei quali si viene accolti e accompagnati al tavolo da ragazze ben poco vestite, che si esibiscono in balli provocanti e lap-dance); ce ne sono almeno una ventina in aggiunta agli altri tipi di bar più canonici, per cui è davvero difficile rimanere a corto di opzioni se il proprio obbiettivo è quello di passare una nottata particolarmente calda.
  • Nana Plaza: un altro quartiere a luci rosse molto popolare a Bangkok è Nana Plaza, un enorme edificio a forma di “U” strutturato su tre piani; l’insegna al suo ingresso lo definisce “il più grande parco giochi per adulti al mondo” e non si fa grossa fatica a capirne il motivo. Sui tre piani del fabbricato si possono trovare oltre trenta go-go bar, e la specialità della casa sono senz’altro i numerosi katoey che vi lavorano: per chi non avesse familiarità con questo termine, si tratta in buona sostanza di donne transgender (spesso più volgarmente chiamati “ladyboy”) che si offrono ai clienti più curiosi o trasgressivi.
  • Patpong: al terzo gradino del podio per importanza c’è il quartiere di Patpong; si tratta del distretto a luci rosse più vecchio di Bangkok, il luogo in cui ha avuto origine la cultura stessa dei go-go bar. È composto da due strade parallele ai lati delle quali sorge il famigerato mercato notturno di Patpong. Nei locali di questa via si può assistere alle più incredibili performance ad opera di ragazze a dir poco disinibite, che intratterrano la clientela con spettacoli bizzarri e provocanti nei quali si fa uso inconsueto di oggetti come cerbottane o palline da ping pong (non vogliamo approfondire: vi lasciamo il gusto della sorpresa, se mai progettaste di andarci!). A pochi passi si trova infine Soi Twilight, un’altra piccola via celebre per i suoi numerosi locali gay e LGBT-friendly, nei quali si può assistere a show tematici con protagonisti katoey e drag queen di ogni sorta.
  • Ai quartieri citati nel paragrafo precedente si vanno ad aggiungere due zone meno calde ma comunque in costante crescita come Phrom Phong e Huay Kwang. Pur non essendo tecnicamente considerabili come dei distretti a luci rosse, queste aree al calare del sole offrono una notevole quantità di locali, tra i soliti go-go bar e un cospicuo numero di centri massaggi a scopo decisamente poco ortopedico (se cercate dove farvi fare un VERO massaggio thailandese a Bangkok leggete questo articolo)

Come muoversi fra quartieri a luci rosse di Bangkok

Tutte e sei le zone che abbiamo nominato finora sono raggiungibili su binari e senza neanche grandi attese fra una tappa e l’altra: Soi Cowboy, ad esempio, si trova nell’area di Sukhumvit e ci si può arrivare facilmente in metropolitana scendendo all’omonima fermata. A sole quattro stazioni di distanza si trova Huay Kwang, mentre in poco più di un quarto d’ora di camminata si può arrivare a Phrom Phong. Anche Nana Plaza ha un’apposita stazione che permette ai turisti di essere catapultati nel bel mezzo del parco giochi per adulti più grande al mondo, mentre per arrivare a Patpong sarà sufficiente scendere a Silom Station, a sole quattro fermate dalla già citata Sukhumvit. In breve, tutti e tre i principali distretti del divertimento e i loro corrispettivi in scala ridotta sono interconnessi dalla ragnatela urbana della metropolitana e in pochissimi minuti si può passare da una zona all’altra, per la gioia dei turisti più intraprendenti.

Quali precauzioni prendere e a cosa bisogna fare attenzione?

Come è facile immaginare e come accade più o meno in qualsiasi luogo nel quale si vive grazie ad attività non del tutto limpide (o quantomeno non completamente regolamentate), anche nei quartieri a luci rosse di Bangkok è facile incappare in ogni tipo di truffa. E le vittime predilette, come al solito, sono i turisti più sprovveduti: accettare il consiglio di un tassista o di un guidatore di tuk-tuk potrebbe magari portarvi in locali nascosti, ma nascosti possono essere anche i prezzi che ci si ritrova sul conto al termine di uno spettacolo sexy sponsorizzato come gratuito fino a pochi istanti prima.
Attenzione quindi a seguire sempre una regola tanto semplice quanto importante: nei quartieri a luci rosse di Bangkok nulla è gratuito e anche quando vi verrà proposta una lap-dance in cambio di una sola consumazione è facile immaginare che al termine dello show vi verrà chiesta un’ulteriore somma di denaro per lasciare il locale; e spesso, a convincere l’avventore di turno a sganciare il contante, ci sono delle corpulente e minacciose guardie di sicurezza. E’ bene comunque precisare che questo genere di raggiri – e più in generale quel costante tentativo di spillare più denaro possibile a ogni turista anche nei modi più assurdi – sono la cosa peggiore che può capitare con una certa frequenza a Bangkok, che rimane una metropoli relativamente tranquilla anche nei suoi luoghi più equivoci; certo non si può escludere il rischio di uno scippo ad opera di qualche delinquente (locale o meno che sia), ma per evitare rischi del genere è sufficiente quel minimo di buon senso che ogni viaggiatore dovrebbe sempre avere: non lasciare il proprio zaino incustodito, conservare il portafogli in un luogo sicuro e non sventolare le proprie banconote ai quattro venti sono delle regole base che valgono a Bangkok così come altrove.

L’industria del sesso in Thailandia e il suo futuro

Il nostro breve excursus nei quartieri più hot di Bangkok termina qui: stilare un elenco dei migliori go-go bar o dei migliori spettacoli a cui si può assistere tra le vie di Soi Cowboy non sarebbe opportuno e sarebbe anche decisamente poco elegante (senza considerare che il web è già eccessivamente pieno di luoghi nei quali trovare le più disparate informazioni a riguardo, con tanto di dettagli). Ciò su cui vorremmo porre attenzione è più che altro l’innegabile importanza dell’industria del sesso in Thailandia e come questa vada a influenzare l’idea stessa del paese all’estero: è notizia recente che il Primo Ministro Prayut Chan-o-cha abbia promesso, nonostante l’incredibile giro di affari, di rimodellare l’immagine della nazione tramite interventi mirati ben più consistenti di quelli attualmente in vigore, volti soprattutto ad abbattere o quantomeno a limitare le attività illegali dell’industria; si spera che la Tourism Authority of Thailand riesca nel suo scopo e restituisca alla nazione l’immagine che merita e che va ben oltre a quella di paradiso del turismo sessuale.

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